I canti sacri e profani.
I canti sacri, legati al calendario liturgico, devono la propria diversità alla presenza di quattro confraternite laiche, ciascuna con una tradizione propria di canti, come lo Stabat Mater o il Miserere. L’attività svolta dalle confraternite laicali è ancora oggi di grande rilievo sociale in tutta la regione ed è in gran parte incentrata sul canto, assicurando il tradizionale accompagnamento musicale alle diverse manifestazione religiose, liturgiche o paraliturgiche, e il necessario ricambio generazionale, indispensabile per mantenere vive tradizioni così radicate nella cultura popolare. Dei quattro gruppi laici esistenti a Ceriana tre sono propriamente confraternite, mentre la quarta è una compagnia; abbiamo le confraternite di S.Caterina (i rossi), della visitazione o della pena (gli azzurri), di Santa Marta (i verdi) e la compagnia della misericordia e dei dolori (i neri). Questi ultimi venivano detti i Batui, in relezione a pregresse pratiche penitenziali.
Il repertorio profano, composto da ballate, serenate, incatenature da osteria, si canta in occasioni di festa sia mentre si lavora, durante le fasi stagionali delle varie attività agricole. Esso comprende brani tipicamenti cerianaschi e ponentini e canzoni di altre aree regionali del settentrione, di antica o più recente composizione.Le canzoni a Ceriana nascevano sempre da situazioni di vita quotidiana ed erano legate a personaggi e a luoghi concreti e a fatti realmente accaduti. I temi tratti costituiscono vivaci trame di vita famigliare e paesana; il desiderio di vendetta dell’amato tradito, le trame degli amanti, il gusto del pettegolezzo, le discussioni sulle eredità, i matrimoni combinati e infelici, l’addio del soldato alla sua bella,i consigli non graditi dalle madri alle giovani figlie,i sogni dei fidanzati. Il repertorio profano ci ricorda a volte anche i legami che il ponente ligure ha avuto in passato con la vicina Francia che, con i suoi re e i figli dei suoi re, è spesso presente nelle nostre ballate.
Il repertorio profano, composto da ballate, serenate, incatenature da osteria, si canta in occasioni di festa sia mentre si lavora, durante le fasi stagionali delle varie attività agricole. Esso comprende brani tipicamenti cerianaschi e ponentini e canzoni di altre aree regionali del settentrione, di antica o più recente composizione.Le canzoni a Ceriana nascevano sempre da situazioni di vita quotidiana ed erano legate a personaggi e a luoghi concreti e a fatti realmente accaduti. I temi tratti costituiscono vivaci trame di vita famigliare e paesana; il desiderio di vendetta dell’amato tradito, le trame degli amanti, il gusto del pettegolezzo, le discussioni sulle eredità, i matrimoni combinati e infelici, l’addio del soldato alla sua bella,i consigli non graditi dalle madri alle giovani figlie,i sogni dei fidanzati. Il repertorio profano ci ricorda a volte anche i legami che il ponente ligure ha avuto in passato con la vicina Francia che, con i suoi re e i figli dei suoi re, è spesso presente nelle nostre ballate.
